Yamir e l’Albero della Luna

Estrema Sintesi_
10 Giugno 2019

Yamir e l’Albero della Luna

Ciao, Mercoledì 10 Giugno 2020 sarà il mio quarantaquattresimo compleanno. Purtroppo quest’anno non potrò organizzare la consueta festa-mostra-concerto-reading per la raccolta dei fondi in favore di Padre John, della Missione umanitaria in Birmania. In attesa di rivederci per festeggiare insieme in un'altra occasione, ti propongo questo piccolo video che contiene un breve racconto in musica. [ https://youtu.be/tgEnXr520kg ] durata 4 min. e 51 sec. Ad ogni commento, "mi piace", messaggio di auguri, WhatsApp, condivisione, piccione viaggiatore o quello che volete che mi giungerà da ogni canale di comunicazione aggiungerò 1 € all'offerta che manderò in Birmania, fornendo un piccolo-grande aiuto ad un ambulatorio medico, in uno Stato che ancora è sprovvisto dei servizi sanitari minimi. Buona visione e… aspetto i vostri messaggi! Potete trovare il testo del racconto pubblicato su Arte Varese – Il Viaggiator Curioso [ https://www.artevarese.com/yamir-e-lalbero-della-luna/ ] Grazie, come sempre. Ivo.     Yamir e l'Albero della Luna   Il piccolo Yamir non aveva ancora compiuto sei anni quando il fardello delle responsabilità famigliari lo travolse. "Tra poco andrai a scuola: ora sei grande, devi studiare e imparare tutto!” ripeteva da giorni la mamma e continuava: "devi impegnarti, non perdere tempo a giocare." Subito dopo la nonna aggiungeva: "finita la scuola, starai in casa con me e farai i compiti!" Poi faceva eco lo zio "Ogni mattina passerai dal tempio a dire una preghiera, come ti ho insegnato. E ricordati le offerte a Saraswati, la dea della Conoscenza." Finiti i compiti dovrai dare una mano alla mamma a riordinare la casa, mentre io sono ancora al lavoro." concludeva il papà. E per finire: “La sera non potrai più andare a trovare il nonno per ascoltare le sue storie perché dovrai mettere a letto tuoi fratelli più piccoli." Eh, no! anche il nonno era davvero troppo. Tutti questi doveri, sopraggiunti così all'improvviso, gli stavano stretti: più lui cercava di essere diligente e più tutti continuavano ad aggiungere obblighi e restrizioni. Decise che era giunto il momento di fare qualcosa ma occorreva un piano. “D'ora in poi ogni volta che qualcuno mi farà una ramanzina, andrò di nascosto a prendere l'ascia del nonno e scaglierò un colpo al tronco del Grande Albero della Luna.” Pensava tra sé e sé. Il vegetale in questione era un Baniano, un enorme Fico del Bengala che stava in fondo alla radura da chissà quanti anni ed era diventato un albero sacro per tutto il villaggio. Quando la poderosa pianta sarebbe finalmente caduta Yamir avrebbe spiegato a tutti la motivazione del suo clamoroso gesto. “Così capiranno e mi lasceranno in pace!” Gli sembrava una buona idea e cominciò subito a metterla in pratica. Con tutti i rimproveri che subiva ogni giorno, un colpo dopo l'altro, l'albero sarebbe di certo caduto in breve tempo. Invece passarono due mesi e il bimbo osservò che, nelle parti del tronco colpite, i tagli nel legno si erano come rimarginati, anzi, proprio in quei punti erano spuntati nuovi rigogliosi rami. L'albero sembrava un po’ più storto ma pareva godere di buona salute. Venne il giorno del sesto compleanno di Yamir. Com'era tradizione del suo villaggio, la famiglia, al tramonto, si radunò nella radura per una grande festa con canti e balli. In quell’occasione il festeggiato era invitato ad esprimere un desiderio che ognuno dei famigliari, secondo le proprie possibilità, si impegnava ad esaudire. Così il bimbo colse l’occasione per spiegare quello che aveva fatto, anche se l'albero non era caduto e non aveva quindi raggiunto il suo scopo. “Desidero che non mi diciate più in continuazione cosa devo fare. Non mi merito tutti questi rimproveri perché ho sempre dimostrato di fare il mio dovere. Non è giusto sgridare quelli che ce la mettono tutta per fare bene le cose, solo perché si vorrebbe da loro sempre di più!” Sentenziò a gran voce. Quando terminò il suo solenne discorso, tutt’intorno ci fu un gran silenzio. Poi prese la parola il nonno: “Hai Ragione, Yamir, forse abbiamo esagerato. Sei un bambino rispettoso ed ubbidiente. E’ inutile riempirti la testa con un sacco di raccomandazioni. Faremo così: a partire da questo giorno, per te così importante, ognuno di noi ti dirà una cosa che, da quel momento, potrai scegliere se fare o meno. Sarà una tua piccola libertà. Ad esempio “da domani potrai decidere tu quando fare i compiti” oppure “da settimana prossima, dopo la scuola, potrai andare a giocare a piedi nudi al fiume” e così per tutto l'anno. Tuttavia, dall’Albero della Luna, hai imparato che ogni regola può sembrare un colpo fastidioso ma se ne accetti e ne comprendi il significato, potrà anche rinforzare il tronco ed aiutarti a crescere meglio. Questo insegnamento ti è stato donato proprio l'albero che porta il tuo nome.” Yamir, infatti, in lingua hindi, significa Luna.   Il Baniano o Ficus Bengalensis è un albero sempreverde, originario dell’India, dove è considerato una pianta sacra. Può raggiungere i 30 m. di altezza, con un tronco molto grosso e rami quasi orizzontali, dai quali scendono numerose radici, che, col tempo, diventano colonne utili a sorreggere il peso della chioma. Deve il suo nome all’uso dei Baniani, la casta dei commercianti, di tenere mercato sotto la sua ombra.